Marina va a PordenonePensa per sottrarre la sedia a un piddino friulano. Entra in sala per terza e si accaparra un ottimo posto in seconda fila: la prima è riservata.

Marina pensa che quelli di PordenonePensa avrebbero fatto meglio a organizzare il dibattito nel cortile esterno: la sala è piccola, però ci sono i fiori sotto la cattedra e le ragazze in entrata vestite sexy: la cultura oggi è cool mica come una volta che ci si travestiva da signorine Rottermayer.

Inizia il dibattito.

Marina lo ammette, dentro dentro le piacerebbe che il prof. Bagnai scatenasse l’inferno, oh sarebbe la prima a lanciar sedie sul piddino sgomento! Ma Marina sa che Bagnai non è Attila: i profs si misurano secondo i loro codici. Pertanto Marina inforca gli occhiali, li ha portati apposta per sembrare più seria e interessata ai costi e bilanci dell’uscita dall’euro, in realtà è lì solo per rubare il posto a un piddino. La libertà non è un costo e non le servono grossi spiegoni.

Accanto a lei si siede un signore tutto vestito di bianco, dice di fare il regista e le chiede se sia una studentessa di economia. Figuriamoci! Marina si rende conto di non sapere bene cosa sia l’economia. Le sembra il moderno “latinorum” con cui una volta si ricacciava indietro il popolaccio ignorante. Anche Marina si spaventa di formule e numeri, eccome! Solo non capisce quando è successo che l’umanesimo si sia ridotto a calcoli di crediti/debiti, bilanci e fallimenti esistenziali.

Il Guerrieri ha più curriculum di Bagnai. E’ anche più vecchio. Bagnai fa la riverenza. A Marina piacciono le formalità, sono come i confini, sacrosante!

Bagnai tiene a puntualizzare – lo fa sempre – che lui è di sinistra anche se indossa una cravatta “berlusconiana”, dice lui, ad occhio Hermès o Marinella pensa Marina. Non ricorda più com’era la faccenda delle giacche e delle cravatte, non era Berlusconi quello criticato per l’abito informale? Vabbè in ogni caso, per chi ancora non l’avesse notato il Guerrieri non porta la cravatta, che tocco di anticonformismo modaiolo! Ecco il primo stigma di pidinnitas. E il Guerrieri piace meno.

Intendiamoci, Marina non si aspetta molto da un babyboomers, piddino, eurista, economista, sapienzino e senza cravatta ma ha sbirciato il CV del Guerrieri ed è tanta roba. Sarà un confronto difficile?

“Abbiamo bisogno di discutere e confrontarci sulle tematiche importanti dell’Europa con pacatezza” esordisce il Guerrieri, secondo il più tipico degli exordia da piddino, in cui si professa l’amor del dialogo per se stesso come segno distintivo di superiore urbanitas, civiltà, educazione e afflato democratico. Poco importa che l’altro abbia già esordito in modo impeccabile. Poco importa che proprio l’altro sia l’unico e il solo ad aver sollevato il problema euro. Poco importa. Il Guerrieri dice che allora abbiamo fatto una scelta, (scelta?!) e ora non possiamo tornare indietro perché costerebbe troppo “ma quanto?” vorrebbe chiedere Marina “Spara la cifra magari facciamo un crowd founding!” No, no è troppo troppo, tanto che il Guerrieri si rifiuta di parlare di costi d’uscita, invece vuole parlarci di una nuova Leuropa. E’ cambiato il vento, cari noi, ora c’è Macron!. Brusio tra il pubblico, Marina si dà i pizzicotti per vedere se c’è ancora. Il signore biancovestito le si accosta per dirle: “Ma non c’è proprio confronto tra i due, il suo campione parla molto meglio”. Campione che parola evocativa! Marina si immagina principessa della giostra: da un lato il discorso logico, dall’altro il discorso ideologico, logos contro mythos, squillano i corni, inizia lo scontro. Il campione del discorso ideologico sfodera ad uno ad uno i più triti luoghi comuni della più becera propaganda: un’altra Leuropa è possibile, (brusio del pubblico); il grande Fogno con mano al cielo calcando bene la voce sulla I di Alcide De Gaspari; Macron il salvatore (hem…); ma dove andiamo da soli (incredulità) e … il pubblico lo sa cosa sta per dire, rullo di tamburi… la Cina! Taa-daaan. Inciampa sulle sue lance, cade da cavallo, s’inzacchera nel fango. Er Cavaliere Nero non s’è manco girato, anzi twitta. L’altro continua a spargere il bolo masticato da altri al pubblico. Il pubblico non ci sta più, si offende, vorrebbe intervenire, una nobile signora esplode, risponde e gli parla sopra.

Fine del Confronto

Finisce così. Tutto bene. Il Guerrieri imbocca la via d’uscita ma viene fermato da tre sciacquette che vogliono un selfie, il Guerrieri si presta ma non sembra lusingato. Poi fila a testa alta. Contento lui…

Intanto si è formata la coda per andare a salutare Bagnai. Ci sono persone diverse, di età diverse, di estrazione diversa, con facce diverse, e problemi e speranze diverse. Tutti vogliono salutare il prof e ringraziarlo. Il discorso di Bagnai è umano perché è logico e la logica è il fondamento della civiltà europea, pensa Marina. Anche lei vuole sempre ringraziare il prof., sulla copia del suo libro il prof ha scritto “Ovviamente, tutto questo è per i nostri figli!” e Marina si è commossa. Il Guerrieri non ha un nipote tenerello da portare ai giardinetti?

Marina si rimette in macchina. E’ andato tutto bene eppure ha un groppone che non si scioglie. E’ quasi tristezza.

Ocolingo” la parola nella neolingua di 1984 che vuol dire “parlare come un’oca”. Brivido anche se fa caldo.

Marina vorrebbe abbracciare tutti per solidarietà, per compassione, per amore e per disperazione o per semplice bisogno di umano calore, di humanitas. Un grande abbraccio che diventa testuggine, che altro si può fare se non resistere più che si può?

Sorge la luna ed è incredibilmente rossa. Sarebbe da fotografare per mostrarla a nanetto. Come faceva quella poesia?

Forse s’avessi io l’ale da noverar le stelle ad una ad una più felice sarei dolce mia greggia più felice sarei candida luna.”

 

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    • Grazie. Non so se fosse proprio disillusione infondo davvero di che ci si illudeva? Ma me ne sono andata veramente col magone.

  • L’aver conosciuto il blog del prof. Bagnai ha prodotto in me nel corso degli anni un flusso di emozioni da “finalmente ho capito”, “quanto sono stata sciocca (piddina)”, “quanto sono ignorante” a “che si fa adesso in questo baratro di disperazione?”. Nello stesso tempo sono stata ricompensata dall’aver conosciuto un mondo di belle cose che mi era precluso e soprattutto tante belle persone: tra queste c’è anche lei.

  • Io ho una laurea in fisica e quindi potrei capirne di economia, se il mio ego non fosse ipotrofico, pensa te che sfiga.
    Per fortuna, capire logica e bellezza non dipende dalla dimensione dell’ego (malgrado quello che direbbe l’archetipo del piddino, “forma è sostanza” e altre grandi veritá, ma tutte fuori luogo).
    Per cui uno come me puó capirla e condividerla, e uno come Bagnai (che l’ego lo ha grande, per sua e nostra fortuna) puó capirla e condividerla.
    Ma del resto il/la piddin* poco tollera chi ha un grande ego, beatificando una mediocritas, non in quanto virtú, ma semplice (ed inutile) autogiustificazione per una percepita inferioritá personale.

  • accetto e ricambio il tuo abbraccio a testuggine, a mo’ di scudo umano (visto che di questi tempi il mercantilismo picchia duro).
    : ))
    dissento però sul fatto che la macroeconomia sia un “moderno latinorum con cui una volta si ricacciava indietro il popolaccio ignorante” (questo è l’uso che intende farne l’elite finanziaria, non dargliela vinta in partenza: formule e numeri sono la base di qualsiasi approccio scientifico alla realtà, ovvero sono l’unico strumento di conoscenza intersoggettivo che non sia strutturalmente opinabile). d’altro canto, per sperare di fronteggiare la forza della propaganda (quella che tocchi con mano quando anche persone che affermano con orgoglio di non prestare ascolto ai mass media ripetono con altre parole *le stesse* puttanate raccontate dai mass media), il discorso logico non basta. la semplice logica non può far breccia nel pensiero *eureligioso*, la logica non libererà mai un *euroinomane* dalla tossicodipendenza. la fede può vacillare solo toccando con mano l’evidenza dei numeri (ad esempio: crescita media annuale del PIL dal 2005 al 2016 dei 19 paesi zona euro +0,9; crescita media annuale del PIL dal 2005 al 2016 dei 9 paesi UE senza euro +2,1). solo che non è facile trovare i numeri, io sono andato a cercare qui http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&init=1&plugin=1&language=en&pcode=tec00115 e comunque la crescita media dei 9 paesi senza euro me la sono dovuta calcolare con excel, ché “essi” non la forniscono mica…

    • malso mannaja sono d’accordo sul tuo dissentire. Purtroppo il “moderno latinorum” è utilizzato specialmente per addestrare il “popolaccio ignorante” che ci governa, probabilmente accompagnato da consistenti “borse di studio” che servono ad alleviare il peso delle decisioni sbagliate da prendere.

      • Grazie, vi abbraccio tantissimo pure io. Per la macroeconomia vi rimando a Goofynomics.
        Il mio tecnicamente sarebbe un discorso indiretto libero…Per inciso io (la io vera veramente) non temo i numeri, né la macro, né la micro economia.
        L’essere umano è una realtà che va ben oltre il 2+2 fa 4. Se l’uomo fosse una formula, sarebbe un computerino, vale a dire un prodotto da smerciare e consumare e l’economista, a ragione, sarebbe il depositario dello scibile umano. Per fortuna non è così e fatte le debite distinzioni gli economisti mi sembrano francamente ignorantelli. Ciò che rende Bagnai Bagnai è la sua cultura umanistica, non lo studio dell’economia.

  • “babyboomers” = ex-sessantottino
    “crowd-funding” = raccolta fondi

    visto che si accenna alla neolingua e a 1984 …

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